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  La Statua il Quadro e le Reliquie
 

LA STATUA

Il simulacro ligneo che raffigura S.Nicola è da far risalire alla metà del ‘600; da tale periodo infatti si hanno notizie della sua realizzazione negli archivi parrocchiali.

Il Santo è rappresentato seduto sulla cattedra vescovile,
nelle vesti lit
urgiche,recante sul capo la mitria e reggendo con la mano sinistra il pastorale ed il libro dei vangeli, con sovrapposte le tre sfere, tradizionale simbolo del Santo, mentre la mano destra si leva benedicente.

La base reca un cartiglio con lo stemma del Santo e la dicitura “divus Nicolaus patronus”.

Nel 1733 si ha notizia della doratura della statua, eseguita da un certo Vincenzo Florio.

Negli ultimi anni è stata ornata ed abbellita con alcune suppellettili, tra le quali il pastorale, dono del defunto Mons. Paolo La Rosa, ed è stata restaurata due volte: nel 1991 ad opera della ditta Schillaci di Acicatena (CT) e nel 2000 ad opera della ditta Cristaudo di Acireale (CT).
 

LE RELIQUIE

Il corpo di S.Nicola, dopo la sua morte, avvenuta nel 333 d.C. circa, fu sepolto nella città di Myra; durante i secoli la sua tomba divenne meta di incessanti pellegrinaggi, che ne fecero il secondo sepolcro per numero di pellegrini dopo il Sepolcro di Cristo.

Nel 1087, prevenendo l’arrivo dei musulmani, che stavano conquistando la Turchia, i quali avrebbero potuto profanare la tomba del Santo, alcuni marinai, tra cui 47 Baresi, si recarono a Myra, dove trovarono il sepolcro custodito da pochi inermi monaci, si impossessarono delle Sacre Reliquie e, a bordo di una nave, le portarono a Bari.

Essendo l’Arcivescovo della città assente, i marinai consegnarono il corpo del Santo ad Elia, Abate del monastero dei benedettini, che decise di far costruire una chiesa con annessa cripta ove custodire il corpo del Santo.

Da allora le Reliquie di S.Nicola sono conservate e venerate nella tomba ubicata sotto l’altare della cripta della Basilica di Bari.

  Il Braccio reliquiario

La prima notizia della presenza della Reliquia di S.Nicola a Trecastagni risale al 1616: in tale data la nobildonna Caterina Paternò fece pervenire al clero trecastagnese le Reliquie di S.Nicola e di S.Alfio.

Si può pensare quindi che negli anni successivi venne realizzato il prezioso braccio reliquiario in argento, che contiene appunto tale Reliquia; la datazione seicentesca dell’opera è stata confermata durante il restauro del braccio, eseguito, con il contributo dell’Amministrazione Comunale nel 2002, dalla ditta artigiana Amato di Palermo: sulla base è stato trovato inciso il secolo di esecuzione, il XVII appunto, e dove fu eseguita l’opera, Messina.

Esso rappresenta il braccio destro del Santo: al centro è incastonata la teca con la Reliquia, circondata da una corona di angeli.

La mano è benedicente, mentre al centro, sotto la teca, è inciso uno stemma gentilizio con la dicitura “Maria Ficera”, che è probabilmente il nome della donatrice del reliquiario.

  La Santa Manna

 Il 1° Dicembre 1996 venne accolto a Trecastagni il Priore della Basilica di S.Nicola a Bari, P.Giovanni Distante, che portò in dono alla Comunità una boccetta con una piccola quantità di “Manna di S.Nicola”.

La “Manna” è un liquido che trasuda dalle ossa del Santo poste nella tomba a Bari, che viene prelevata ogni anno il 9 Maggio in occasione della festa.

La boccetta è stata inserita in reliquiario in argento, e viene offerta alla venerazione dei fedeli, assieme al Braccio reliquiario, durante i festeggiamenti patronali.

IL QUADRO

Dopo la consacrazione e la dedicazione della chiesa a S.Nicola, venne commissionato un quadro che servisse ad adornare maggiormente la cappella del S.Patrono.

Era il 1832, ed il quadro fu realizzato dal pittore catanese Giuseppe Zacco.

In esso è rappresentato il Santo che, rivestito dei paramenti liturgici, accolto dal popolo di Myra; in esso sono inoltre riprodotti alcuni miracoli del Santo: i tre fanciulli, che escono dalla cesta, Adeodato, con la brocca in mano, i tre ufficiali, che porgono al Santo il messale e l’incensiere, mentre un giovane sulla sinistra regge il libro dei vangeli con sopra le tre sfere.

Il quadro, accantonato per circa cinquant’anni, è stato restaurato nel 1996 ed è collocato nella navata laterale sinistra della Chiesa.

 
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